Tutto quello che devi sapere per proteggere i denti dei tuoi bambini

Già prima dei 5 anni circa il 75% dei bambini è affetto da carie. Questo è veramente un dato spaventoso e dovresti iniziare a preoccuparti per tuo figlio!

A provocare la carie è la placca batterica, costituita da batteri e residui organici di origine alimentare.

La placca è una sostanza appiccicosa che si forma costantemente all’interno della bocca, aderisce ai denti, ne intacca lo smalto e prosegue in direzione della polpa, cioè la parte più interna e delicata del dente.

Nei bambini la carie è un problema ricorrente perché lo smalto dei denti da latte è più sottile e quindi più vulnerabile alle aggressioni esterne.

È infatti proprio lo smalto a costituire la prima difesa dei nostri denti e se questa difesa cede, sono problemi seri.

Questo è il motivo per cui appena spuntati, i denti devono essere mantenuti sani.

Prevenire è meglio che curare, oltre che più economico!

Per questo motivo è fondamentale un incontro precoce con un dentista specializzato nella cura dei bambini, che darà ai genitori i chiarimenti necessari per una corretta igiene orale del bambino.

 

La prima visita 

La prima visita dal dentista è consigliabile già a partire dai 6 mesi, periodo in cui iniziano a spuntare i denti da latte.

Nei bambini così piccoli i sintomi sono salivazione abbondante, arrossamento e rigonfiamento delle gengive, inappetenza e bisogno di mordere. Tutte manifestazioni che preludono proprio all’eruzione dei primi dentini.

Un ritardo eccessivo nella loro comparsa potrebbe, invece, in casi rari, derivare dalla mancanza congenita di dentizione (chiamata agenesia).

Questa situazione è verificabile solo con una radiografia e un attento esame da parte dello specialista.

 

Le conseguenze della carie nei denti da latte 

Si pensa erroneamente che i denti da latte non richiedano cure e controlli e che, una volta caduti, anche se cariati o rovinati, non si presentino problemi per i denti definitivi. Al contrario!

I denti da latte sono molto importanti per:

  • la masticazione e quindi per il primo periodo dello sviluppo, quello in cui l’organismo deve assimilare tutte le sostanze necessarie alla crescita;
  • lo sviluppo sano delle ossa mascellari e della seconda dentizione: se la carie procede può arrivare a interessare la polpa, l’osso alveolare e danneggiare irrimediabilmente il germe del dente permanente, essendo a stretto contatto con esso;
  • “tenere il posto” ai denti permanenti. Se un dente da latte cariato deve essere estratto, il posto del dente permanente non è più “garantito” e c’è il rischio che vengano compromessi l’allineamento e la corretta masticazione dei denti definitivi.

 

La prevenzione

Alcune semplici regole da insegnare precocemente ai bambini aiutano a prevenire la formazione delle carie:

  • igiene orale quotidiana
  • igiene alimentare
  • visite periodiche dal dentista

 

Igiene orale quotidiana

Per igiene orale si intende la rimozione della placca e dei residui alimentari con lo spazzolino. L’operazione dovrebbe avvenire dopo ogni pasto, piccolo o rande che sia.

I bambini molto piccoli non sono in grado di provvedere da soli, quindi sono i genitori a dover eseguire la pulizia tramite una garza imbevuta d’acqua.

Dai 2 ai 3 anni è possibile iniziare a utilizzare lo spazzolino con dentifricio ad hoc che non contiene sostanze abrasive.

Dai 6 anni il bimbo può diventare autonomo, ma deve essere sempre sorvegliato dai genitori affinché la pulizia avvenga nel modo corretto.

È molto importante la scelta dello spazzolino, che deve essere di dimensioni adeguate, con manico dritto, testina piccola, setole artificiali con punte arrotondate e durezza media.

È fondamentale anche insegnare ai bimbi la corretta tecnica di spazzolamento, per asportare la maggior parte di placca possibile, con un movimento che deve partire dal braccio e non dal polso per avere un maggiore controllo sia sui denti anteriori sia su quelli posteriori.

Per divertire i bambini, e allo stesso tempo verificare se la pulizia viene effettuata correttamente, si possono utilizzare le pastiglie rivelatrici di placca che la colorano di rosso e quindi indicano dove c’è maggior bisogno di pulizia.

 

Igiene alimentare: una cosa importante!

La capacità degli alimenti di provocare carie non è dovuta solo alla quantità di zucchero contenuto nell’alimento stesso ma anche alla sua consistenza.

Infatti più un cibo è appiccicoso, più rimarrà sui denti e quindi favorirà la formazione della placca e la sua adesione al dente

Di seguito la tabella relativa al potere cariogeno dei principali alimenti:

Ogni volta che si mangia, nella bocca entrano in funzione gli acidi che favoriscono la digestione. Dopo circa 20 minuti dalla fine del pasto, la secrezione di saliva riporta nella bocca il corretto ph.

L’ingestione continua di cibo non permette alla saliva di agire da soluzione tampone. Molto spesso accade che siano proprio i genitori a impartire errate abitudini alimentari ai propri figli. Queste le principali:

 

  • intingere il succhiotto nello zucchero o nel miele per far stare tranquillo il neonato
  • mettere nel biberon, soprattutto durante la notte, liquidi molto zuccherati
  • aggiungere zucchero alla frutta grattugiata o alle spremute

 

L’importanza dei controlli fatti in casa

E’ ormai risaputo che controlli periodici dal dentista possano contribuire a prevenire molti problemi. Meno conosciuto è che questo è ancor più vero per i bambini.

La crescita delle ossa e la permuta dei denti presentano infatti delle insidie, che se non vengono precocemente scoperte possono evolvere in patologie decisamente più delicate, lunghe e costose da trattare.

La visita dal dentista è insostituibile, ma sarebbe bene che, oltre a questo, gli stessi genitori sviluppassero almeno una minima capacità di rendersi conto di ciò che sta accadendo nella bocca dei propri figli.

Non è difficile, e questo è lo scopo di questo articolo: spiegare quali sono le cose “anormali”, visibilissime con un minimo di conoscenza e di pratica, per cui bisogna far visitare il bambino con sollecitudine.

L’ideale è controllare ogni due-tre mesi, soprattutto nel periodo di dentizione mista, quando cioè sono presenti in bocca, contemporaneamente, denti da latte e denti permanenti.

La maggiore incidenza di problemi è tra 6 e 10 anni. Ma non è una regola fissa.

Guardando i denti del vostro bambino, ricordate di non forzarlo mai. Se non vuole, cercate di convincerlo, rendetelo un gioco, insomma fate di tutto: purché non si senta obbligato.

Una cosa da ricordare: quando si dice al bambino “fai vedere i denti”, il pupo aprirà un poco le labbra, e metterà gli incisivi inferiori a contatto col bordo degli incisivi superiori, portando in avanti il mento.

Un controllo in questa posizione è assolutamente inutile.

La cosa giusta da fare è far stare il piccolo in piedi, con voi seduti davanti a lui su una sedia, e dirgli di deglutire. A quel punto potrete senz’altro controllare la dentatura nella giusta posizione.

Poi controllerete a bocca aperta, per guardare ogni singolo dente. E ricordate di avere una forte illuminazione della bocca. Non per niente il dentista, quando vi visita, vi punta contro un faro.

Vediamo ora cosa sta succedendo se delle situazioni particolari si presentano nella bocca di tuo figlio.

 

Se un dente è cariato…

Naturalmente tutti sanno che va otturato.

Quello che pochi sanno è che anche i denti da latte devono essere otturati.

A meno che non cadranno tra poco, servono infatti anche a mantenere lo spazio per i permanenti, e vanno perciò salvaguardati e mantenuti anche della giusta dimensione (la carie sui lati li rende più stretti).

Il dentista saprà cosa fare.

 

Se un dente tarda a uscire…

Se un dente tarda a uscire, e quindi rimane il deciduo, mentre il dente analogo dell’altro lato è già in posizione, e questo continua per più di 3 mesi, potrebbe esserci un problema.

Forse è solo un po’ “pigro”, forse invece non esce perché non è mai nato (il termine tecnico è agenesia). Il controllo professionale, a questo punto, è necessario.

 

Se il bambino respira a bocca aperta…

Spesso il piccolo respira, per periodi prolungati, a bocca aperta. Questo non è normale.

La cosa da fare è chiedersi perché non respira dal naso. Le cause possono essere tante, anche un semplice raffreddore. Se però il problema non si risolve in breve tempo, bisogna controllare.

Il problema più frequente in questi casi sono le adenoidi. Si tratta di un tessuto linfatico posto nella parte posteriore delle cavità nasali, che sotto particolari stimoli si può ingrandire fino a rendere difficile il passaggio d’aria dal naso stesso.

Così, quando il bambino tenta di respirare dal naso, fatica parecchio.

Allora fa la cosa più semplice: apre la bocca e respira da lì.

Solo che così facendo la lingua non sarà più a contatto col palato.

Il palato del bambino non è un pezzo unico, ma presenta delle parti ossee collegate tra di loro da strutture cartilaginee, dette “suture”, che si ossificheranno dopo molti anni.

La lingua stimola la crescita di tali suture. Crescendo, porteranno il palato alla misura adulta.

Ma se manca lo stimolo della lingua, il palato rimane stretto. Se passa troppo tempo, si ossifica in questa forma, è non potrà mai più essere della larghezza “giusta”, salvo intervento del medico.

Questo comporta problemi articolari, posturali, dentari, di pronuncia ed estetici!

Il viso del bambino crescerà troppo in altezza e non sarà molto bello da vedere. È quella che una volta veniva detta “la faccia adenoidea”, che dà anche un aspetto… non troppo sveglio al pargolo.Cosa si fa? Naturalmente si porta dal dentista. Con rapidità.

Di solito il primo passo è rendere la via nasale di nuovo libera. Quindi i problemi alle adenoidi vanno, senz’altro, eliminate chirurgicamente.

Molti, anche specialisti otorino, temono che nel tempo possano riformarsi.

È possibile, ma non è giusto creare al piccolo paziente un tale problema solo perché forse poi bisogna intervenire di nuovo.

Se è necessario, si fa, anche due o tre volte. Il bambino deve poter respirare bene dal naso.

Fatto questo, va valutata la situazione in bocca. Se si è intervenuti precocemente, basta anche una brevissima terapia con apparecchi mobili. Pochi mesi ed il gioco è fatto.

 

Se il bambino succhia le dita…

Quest’abitudine non è innocua come si potrebbe pensare e va limitata il più possibile.

La presenza di un dito, ad esempio, tra le arcate, può modificarne la forma, rendendo la linea incisale dei denti superiori, che dovrebbe essere più o meno orizzontale e rettilinea, ad “arco”.

Spesso il bambino esercita anche una trazione verso l’esterno, e questo può “sventagliare” gli incisivi superiori. Inoltre, una volta che c’è lo spazio, il piccolo tenderà a metterci la lingua, complicando, come se ce ne fosse bisogno, ancor più la situazione.

Cosa fare? Innanzitutto, non è detto che ve ne accorgiate. Spesso il bambino, che magari è stato già rimproverato, tenderà a continuare in modo “ufficioso”.

Controllate per prima cosa le dita e valutate se c’è qualche piccolo callo, vicino all’unghia del pollice o dell’indice, sulla faccia opposta alle impronte digitali.

Se vedete poi che gli incisivi centrali superiori presentano un arco… cominciate a insospettirvi.

Come si risolve? La prima cosa da fare, ovviamente, è… non farlo più.

Normalmente, se il bambino si succhia il dito, una ragione c’è: pare che sia mancanza di attenzioni.

In passato sono stati proposti metodi davvero drastici per evitare il succhiamento: aloe da spalmare sulle dita (amarissimo!), guantini di gomma, punte dolorose che si infilano nel palato…

La cosa migliore è convincere tuo figlio a non farlo.

È dura. Ma ce la puoi fare. In subordine potete certamente “negoziare” col pupo un certo periodo del giorno in cui la cosa è libera, e non punita, mentre è assolutamente vietata negli altri momenti.

Fagli sottoscrivere un contrattino, così iniziate anche ad educare il suo senso di responsabilità. Se non rispetta i termini, una qualche forma di punizione andrebbe somministrata: sospensione per un po’ dai videogiochi, dai cartoni, insomma i particolari li stabilirete voi.

Alle volte i problemi di malposizione determinati dal succhiamento regrediscono spontaneamente, dopo che questa abitudine sia cessata.

Controlla e nel dubbio… visita dal dentista!

 

Se i denti inferiori sono più visibili da un lato e meno dall’altro…

La norma, di cui pochi si rendono conto, è che i denti dell’arcata superiore siano più esterni di quelli dell’arcata inferiore. Immaginate il coperchio di una scatola di scarpe: copre il bordo della scatola, altrimenti o è messo male o è rotto.

Può accadere che un dente superiore, durante l’eruzione, sia “battuto” in velocità dal corrispettivo inferiore. Così facendo, spesso si crea un piano inclinato, che spinge il superiore lontano dalla giusta posizione, facendolo inclinare verso l’interno della bocca.

Ciò può avvenire per tutti gli elementi dentari, ma è ovviamente visibilissimo negli anteriori. Se ciò avviene, bisogna affidarsi allo specialista.

Presa all’inizio, tale malformazione è veloce e molto facile da trattare, a volte anche solo due mesi, e consente di risparmiare un sacco di problemi; la malposizione di un dente, anche di uno solo, crea infatti una catena di effetti nocivi:

  • la mandibola tende a crescere asimmetricamente
  • l’articolazione lavora male
  • i denti si usurano precocemente

Concludendo: guardate spesso nella bocca dei tuoi figli, guardando ciò che c’è da guardare.
E se hai dei dubbi, meglio una visita dentistica in più che una in meno.

 

Visite periodiche dal dentista

I bambini, l’abbiamo già ripetuto più volte, devono essere sottoposti a un controllo odontoiatrico periodico almeno ogni 6 mesi affinché vengano loro assicurati la pulizia dei denti, una diagnosi precoce in caso di problemi, una corretta prevenzione ed anche un’eventuale terapia.

Accanto a tutto ciò che un genitore deve fare per mantenere la bocca dei figli in salute esistono, infatti, accorgimenti professionali, come:

  • la fluoroprofilassi
  • la sigillatura dei solchi

 

La Fluoroprofilassi

Si sente parlare spesso di fluoro, ma che cos’è?

Il fluoro è un minerale e svolge un ruolo importante nell’alimentazione umana e per la salute di bocca e denti.

Il suo meccanismo di azione è complesso ed è ancora frutto di indagini scientifiche: fortifica i denti proteggendoli dall’azione degli acidi e fa parte della struttura chimica dello smalto, quindi lo indurisce fino a farlo diventare più resistente alle sostanze in grado di intaccarlo e distruggerlo progressivamente.

La sua presenza è determinante ai fini della remineralizzazione dello smalto nella fase iniziale della carie.

Tutti i cibi, in quantità diverse, contengono fluoro: a ogni pasto viene assimilato il fluoro presente negli alimenti che si mangiano, fortificando così, giorno dopo giorno, i denti.

I bambini devono, invece, creare la loro scorta di fluoro e possono essere aiutati nella protezione dei denti tramite la fluorizzazione.

La fluoroprofilassi professionale consiste nell’applicare direttamente sui denti un gel contenente un’alta concentrazione di fluoro che, rimanendo a lungo in bocca, porta a termine la sua azione benefica.

Per essere efficace deve essere ripetuta ogni 4/6 mesi. In aggiunta, ma non in alternativa, si può praticare la fluoroprofilassi sistemica, somministrando quotidianamente al piccolo pastiglie o gocce a base di fluoro: queste possono essere assunte da tutti i bambini, dai 6 mesi ai 12 anni.

 

La sigillatura dei solchi 

È conosciuta anche come “vernicetta anticarie” e nasce dalla constatazione che il 50% delle lesioni cariose si forma nei solchi masticanti dei denti.

La superficie occlusale dei denti posteriori è, infatti, caratterizzata da un susseguirsi di montagne (cuspidi) e valli (solchi).

Non è facile tenere pulito il fondo dei solchi, spesso irraggiungibile anche dalle setole dello spazzolino: qui la placca si accumula e inizia il meccanismo di disgregazione dello smalto che porta alla sua distruzione.

È possibile riempire il fondo di queste valli, dopo avere pulito perfettamente la superficie e reso lo smalto ricettivo, con una resina fluida che occupa lo spazio dove dovrebbe annidarsi la placca, rilasciando lentamente fluoro e prevenendo così la carie.

 

E se bisogna intervenire?

I bambini, si sa, sono speciali e vanno trattati con la dovuta cura e le dovute attenzioni.

Quando si tratta di somministrare medicine, sappiamo benissimo che “i bambini non sono degli adulti in miniatura”.

Questo è vero anche quando si tratta di curare eventuali problemi che coinvolgono i denti dei piccoli.

Le tecniche e le procedure però, quando si tratta di risolvere malattie e problemi che possono essere gravi, saranno molto simili a quelle che vengono utilizzate sugli adulti.

Non bisogna infatti avere paura ad effettuare delle cure importanti, sempre che ce ne sia realmente bisogno.

Questo perché le patologie non migliorano mai col tempo, anzi, tendono a peggiorare.

Perciò, se si deve intervenire, meglio farlo al più presto e nel giusto modo proprio per evitare complicazioni più gravi in futuro.

Nel caso in cui si deve intervenire, è fondamentale per i piccoli pazienti avere fin dalla prima visita un corretto approccio psicologico, che si articola nelle tre regole di base del comportamento:

  • spiegare
  • mostrare
  • eseguire

È infatti necessario dimostrare con esempi concreti e comprensibili come si interverrà ed eseguire quanto è stato spiegato, senza mai ingannare il bambino.

 

Le cose di cui tenere conto

Inoltre la cura dei denti decidui, cioè quelli che sono destinati a cadere con la crescita, richiede la conoscenza di alcune particolarità di questi denti.

A) Anatomiche: rispetto ai denti permanenti le corone hanno uno strato di smalto più sottile, una camera pulpare più ampia, cioè quella parte dove si trovano nervi e vasi sanguigni.

B) Evolutive: si distinguono tre stadi di sviluppo che richiedono trattamenti spesso diversi fra loro:

  • Lo stadio I o della formazione (fino a 3 anni), è la fase di crescita e di sviluppo di corone e radici: la carie è rara a meno che non sia presente una “sindrome da bottiglia” cioè un errato utilizzo di alimenti zuccherati veicolati da biberon o da succhiotto.
    In questo stadio sono frequenti le patologie da trauma dei denti anteriori. La riparazione è sempre possibile e deve mirare alla conservazione della vitalità del dente.

 

  • Lo stadio II o della stabilizzazione (dai 3 ai 6 anni) va dalla formazione completa delle radici all’inizio del loro riassorbimento: le patologie che interessano i denti sono frequenti e spesso a rapida evoluzione. La riparazione è sempre possibile e deve mirare alla conservazione del dente.

 

  • Lo stadio III o del riassorbimento (dopo i 6 anni) va dall’inizio del riassorbimento radicolare alla caduta del dente e fisiologicamente è una fase di regressione e di permuta: la patologia è spesso molto grave, rapida e irreversibile.
    La terapia deve mirare alla conservazione del dente, ma si deve considerare anche l’estrazione dopo un’attenta valutazione clinica e radiografica.

 

L’obiettivo di ogni intervento

Qualunque sia lo stadio in cui si interviene gli obiettivi per cui si trattano i denti decidui, anche molto compromessi, sono:

  • Eliminare il dolore
  • Ripristinare una corretta funzione masticatoria
  • Conservare il dente fino alla naturale caduta, assicurando una regolare crescita del corrispondente dente permanente
  • Prevenire le abitudini viziate
  • Mantenere lo spazio di manovra tra i denti (per evitare al dentista di recuperarlo se poi il bambino ne avrà bisogno)
  • Ripristinare l’estetica

 

E adesso?

Dopo tutte queste informazioni, avrai un gran bel daffare con tuo figlio!

Ricorda infatti che la responsabilità della sua salute è tua, perché lui, essendo troppo piccolo, non si rende assolutamente conto di quanto sia importante.

Se però hai bisogno di una mano per insegnare a tuo figlio le abitudini giuste, abbiamo preparato per te questa guida gratuita.

Ora sai praticamente tutto quello che c’è da sapere.

Se invece vuoi “toglierti il dente” in maniera veloce e iniziare subito con piede giusto, l’unica cosa da fare è prenotare una visita.

Per prenotare una visita con il nostro specialista nella cura dei bambini, non devi fare altro che chiamarci al nostro numero o contattarci tramite i nostri canali, che trovi in questa pagina.

Se invece vuoi prenotare una visita online, lascia i tuoi dati nel modulo di contatto qui sotto e ti richiameremo noi.

Spero che questo articolo ti sia stato utile.

Alla prossima!

Antonella Recine
Titolare Oral Medical

 

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